*Groan*

Gennaio 29, 2009

Qualcosa da dire lo avrei. Non c’è molto di nuovo. Mi sembra che l’ultimo post fosse apersonale, mentre del penultimo non ricordo assolutamente nulla. Facile che sia stato pubblicato prima di Natale. Quindi quello che c’è di nuovo è che è cambiato poco, a parte l’aver fatto un brutto incidente d’auto senza conseguenze fisiche, aver passato capodanno all’estero ed essere riuscito a non festeggiarlo, aver iniziato a pieno ritmo il tirocinio e passare molto tempo a casa. Ho un ipod in più (rispetto a quando ne avevo zero), che uso – oltre che per la musica, ovviamente – per guardare puntate di ‘Friends’ (sì, lo so… ancora) e ‘My Name Is Earl’ e ogni tanto qualche film nel tragitto da casa ad Arese, essendo tornato a fare il pendolare sfigato che aspetta inutilmente gli autobus al freddo e che prende treni trattenendo il respiro perché non sa se fare incontri imprevisti con una certa ragazza sarebbe una cosa buona o cattiva per il suo umore che va a fondo con una pietra legata alla caviglia e sbuffando per i perpetui ritardi. Dicevo, ho un ipod in più e parecchie persone in meno il che, per quanto non viva col bisogno asfissiante di essere circondato da gente, e anzi, è comunque una cosa occasionalmente sgradevole.
Incontri interessanti che possano cambiare lo status quo non ce ne sono stati e non ce ne sono, se escludiamo quelli che lo sembrano e poi basta contare fino a 5 per capire che “Buon Dio fatemi scappare in un altra nazione” o quelli (pochissimi, in realtà) che lo sono ma essendo superconditi da ostacoli di varia natura finiscono per farmi prima incazzare, poi ridere, poi ancora incazzare e infine intristire. Proprio stasera, proprio ora sto emettendo piccoli rantoli di disappunto circa questa cosa. Che balle, però.
Mi sono imbattuto in una Viola (nome di fantasia, come fanno i giornalisti). La mia prima Viola. Anzi, una Viola Chiara (nome di fastasia). Ha il nome di un fiore. Anzi, ha i nomi dei fiori (qui ti volevo. Non c’è bisogno che ti dica che erano nomi di fantasia ed è per questo che c’è un’incongruenza, giusto? Vedi, se stai attento la vita è più facile). «Not bad/very good» avrebbe detto Curly. E’ incredibile come a 25 anni suonati mi sia ancora perso dei bei momenti con un sacco di persone dotate di bei nomi, e abbia buttato tempo con Roberte, Stefanie, Simone e via andare. Diventa tutto più interessante quando la ragazza in questione ha un bel nome, anche se c’è solo da farci due chiacchiere. “Sai cosa? Ieri dopo il lavoro ho incontrato Ava! Per fartela breve, abbiamo preso un caffè e mi ha raccontato che le si sono rotte le doghe del letto, così mi ha chiesto se le posso dare una mano a sfondarle del tutto prima di buttarle via…”. Suona bene, accidenti. Sicuramente meglio di “Mamma mia… l’altro giorno – toccati le palle, che lo sai che mena una sfiga finale – ho visto Paola… A parte che erano le 17.17, ma il peggio è ha iniziato a raccontarmi di come il suo cane ha preso le pulci dal figlio della vicina di casa! Ti dico solo che sono sceso dal treno con la scusa che vedevo un amico e ho aspettato che passasse il successivo pur di non parlarci, mica che poi aveva le pulci pure lei…”. Insomma, con un nome fico il mondo cambia colore. Anche per le storie d’amore. Pensa di stare con una Monica… sai che palle? Ci stan tutti con le Moniche, son ragazze normalissime e ci fai storie normalissime. Ma con un’Erika, con un’Erika non sarà mai una storia normale. Sarà speciale per forza.
DISCLAIMER: *Risata da commerciale* Care Roberte, care Stefanie, care Simone e via andare! Come state? Tutto bene? Ottimo… Ovviamente non era mia intenzione offendere i vostri nomi, ci mancherebbe solo questo. Se però vi appellate in tal modo dovrei chiedervi la cortesia di rileggere il pezzo sostituendo al vostro nome quello di qualcuno che vi dà in testa, cercando di dimenticare il fatto che rimanga comunque scritto il vostro. Dovrebbe funzionare, e io dovrei ricevere un numero sensibilmente inferiore di maledizioni. Sapevo di poter contare su di voi… siete fantastiche! ;D *Risata da paraculo*

Quindi. Questo non è un blog per chi cerca aneddoti spassosi su aperitivi con gente improponibile, non è un blog per chi vuole leggere lunghi pensieri introspettivi su una situazione personale abbastanza compromessa (non oggi, almeno), e non è un blog che parla di minchiate pur di dire qualcosa (non su questa riga, almeno). E’ solo un blog che se ne sta zitto, come il suo padrone. Magari ogni tanto ne dice una, che molto spesso può valere zero e quasi mai può valere dieci. Però se non ce la faccio più a scrivere, se qualche anno fa mi si è rotto qualcosa nel meccanismo, io non so farci niente, non so aggiustarmi.
Penso che più passeranno gli anni e meno parole dirò. Mi chiameranno Nonno Silenzio. E come farebbe lui, provo ad andare a dormire. Che la sveglia mi suona la musichina di Super Mario Bros alle 7.00, e ho ore a pacchi di sonno arretrato.

No, Really – Rust [LP]

Gennaio 6, 2009

Gironzolavo su jamendo.com e ho trovato un disco che mi sembra abbastanza interessante: il “gruppo” si chiama ‘No, Really’, e c’è questa tizia che canta con sotto una chitarra elettrica che l’accompagna. Elettrica ma senza distorsione, eh.
La canzone che ha deciso di farmi scaricare il disco è stata ‘Stop Payment’, che con una giornata nevosa come quella di oggi in cui non sai se il sorrisetto che hai sul muso è di contentezza o di disgusto, ci sta mica male. Insomma, se tra i miei lettori c’è qualcuno che ascolta produzioni tranquille, con grinta velata e malinconiche, se lo vada a scaricare. Male non gli fa. E’ pure gratis.

p.s.: Maledizione a WordPress che non gestisce le cose in flash se non come dice lui… Va beh, il link è questo. Potete ascoltare, scaricare, fare quello che volete. Anche senza registrazione. Se doveste apprezzare la segnalazione, un commento sarà gradita cortesia.