Se non è vero che fa freddo, allora perché tremi? / Perturbazione – Giugno, Dov’Eri?
Giugno 19, 2008
Qualcuno mi sa spiegare il motivo per il quale le forbici taglino solo se impugnate e utilizzate dalla mano dominante?
Stasera ho passato dei momenti tranquilli, non mi posso lamentare troppo. Ieri ero molto più allegro, ma solo perché parecchio fuori; dentro ero come al solito.
Sono andato all’incontro-appendice del corso di scrittura, dove un certo Andrea Pellizzari ha presentato il suo libro “Chat ti amo”, parlandoci di come è arrivato a partorire una cosa del genere, di quel che ha fatto per realizzarlo e promuoverlo e di quanto si senta entusiasta della cosa. Dal momento in cui se n’è andato abbiamo spalato tonnellate e tonnellate di merda su di lui e sul libro, che (secondo il nostro parere) è un cumulo di stronzate e ovvietà scritte malissimo e assolutamente lontane da quello che una persona che voglia leggere testi d’intrattenimento possa cercare. Ha ripetuto diverse volte come partendo da zero sia riuscito a farsi pubblicare da Comix-Mondadori, a vendere 4000 copie in 3 mesi e ad andare su Sky da Maurizio Costanzo ( al «Ma ragazzi, non vi ha colpito il fatto che uno che era un nessuno sia stato chiamato da M. C. per promuovere il suo libro?» sono dovuto uscire dall’aula per evitare di dire quel che pensavo, perché dopotutto sono un signore).
E’ ovvio a tutto il creato che l’editore abbia puntato tutto sul fatto che questo sia omonimo dell’altro Pellizzari, e che le 4000 copie siano state quasi tutte vendute a Natale per fare un regalino “simpatico” («E’ un libro comico (…), l’ha scritto quello delle Iene, sarà carino!»). Invece no, è abominevole. Dà consigli su come approcciare con successo nei siti di incontri stile Cupido, racconta le esperienze vissute con una ventina di ragazze conosciute in chat, e verso la fine presenta una lista di nick talmente lunghi e quasi tutti in rima, facendo sospettare che se li sia inventati (avete mai trovato il giro nelle chat room un BRIZZOLATO MA ARRAPATO o una DEA CLITORIDEA???), che a leggerli ricordano quei nomi immaginari tipo ‘Chin Chan Pai: agile ostacolista cinese’ o ‘Olanka Sbilenka: grande ballerina russa’. Ah, dimenticavo, come quei nomi immaginari, non ce n’è uno che faccia ridere. Meno male che ho dei gusti almeno decenti in quanto a letture e che questo tipo di libri i miei occhi non li vedono nemmeno. Pure zozzerie: che Dio che ne scampi e liberi.
Evvabbeh, in ogni caso parte di quelli che hanno seguito i due corsi sono andati a mangiare una pizza. Serata abbastanza piacevole dunque. Scoccata la mezzanotte, mentre passeggiavo lungo la banchina del passante in Porta Garibaldi, mi è salita un angoscia con allegato battito accelerato senza giustificato motivo. Ho chiamato un’amica che ha tirato su e messo giù dopo un secondo, bruciando gli ultimi 16 centesimi che avevo nel telefono e dandomi la sensazione di essere ancora più abbandonato a me stesso e alla mia ansia. Salito sul treno ho preso in mano quel capolavoro di libro che sto leggendo in questo periodo (e fatevi lo sbattone di andare a vedervi la mia libreria su anobii per sapere qual è) mentre il lettore mp3 sparava musica casuale nelle orecchie, e quando ho raggiunto la macchina parcheggiata in stazione una splendida canzone mi ha accompagnato verso casa. Credo che sia così bella che tutti dovrebbero ascoltarla. Anche tu. Credo ti piacerebbe, o comunque ti sarebbe piaciuta, per come ti conoscevo. Magari non l’avresti digerita subito, l’avresti trovata un po’ lagnosa, ma prima o poi ti avrei sorpreso ad ascoltarla e ad ammettere che.
E’ in full repeat ormai da più di due ore, e va perfettamente a braccetto con la marcia funebre che pigramente sta slumacando in qualche parte del dentro di me.
Ti dimentico
cuore a metà
Perso in calcoli
che non conterò
Giugno, dov’eri
scomparso?
Steso immobile,
voglia di te
Dei tuoi brividi
mi solletico l’anima
Giugno, tramonto,
rondini, amore
Vento tiepido
soffiami via
Sono i sogni miei
queste rondini
Giugno, ti prego,
portale l’anima mia.




