Asthenia
Giugno 26, 2008
C’è che sono apatico. Sono anche andato a fare questo weekend a Bologna a trovare la mia ex-ex per staccare e cambiare aria, per darmi qualche stimolo diverso, dopo una settimana in cui la svogliatezza mi si è adagiata addosso come una seconda pelle, e dopo il venerdì in cui sono stato meno in serata negli ultimi tempi (e dire che c’era da divertirsi, eh. Non sono sarcastico, parlo sul serio). Invece sono riuscito a sentirmi fuori posto anche lì, ad avere la sensazione di non trovarmi a mio agio con me stesso. Sono tornato a casa domenica sera facendomi investire in pieno dai casini insopportabili di Trenitalia, nonostante mi fosse stato detto più volte sia alla stazione di partenza che a quella di arrivo che potevo ripartire tranquillamente lunedì mattina, perché volevo solamente starmene nella mia stanza da solo.
C’è qualcosa che mi spegne, che mi lascia accasciato a terra come tutte le cianfrusaglie che occupano il tappeto davanti al mio letto, e anche se non capisco fino in fondo perché mi senta così, spero che passi presto. Al momento nessuno dei fisicamente presenti nella mia vita conosce la parola d’ordine che mi possa sbloccare, e anche se la sapesse non servirebbe a molto visto che non ho il foglio con la risposta giusta. L’unica persona che forse mi farebbe stare un po’ meglio è partita da un po’ e non tornerà prima di un po’, quindi tantovale non chiedersi nemmeno se.
Non lo so se poi è solo questione di perdita di fiducia in se stesso, di autostima, o se è il caldo, l’anticiclone, oppure se è semplicemente perché non ho più quello che penso di volere e che non mi interessa nemmeno provare a sostituirlo. So solo che mi sento così, e che non mi piace, anche perché la gente che mi circonda percepisce la mia inconsistenza e vede che non brillo più come ero solito fare; facendo così riesco a risultare insulso alle nuove conoscenze, peraltro. Che poi a me non interessa se chi mi sta attorno si accorga o meno, però è il riscontro che ho e notarlo mi butta ancora più giù.
Non lo so, quindi. Sono confuso, stanco e apatico. Ho quest’astenia mentale e spesso anche fisica, causata dal caldo e dalla scarsità di potassio, e non ho la più pallida idea di come fare a scrollarmela di dosso. Non ho idea nemmeno di cosa fare quest’estate, e più che fantasticare sull’idea di mandarle un sms con scritto “Manda tutto affanculo e andiamo via insieme. Ci troviamo in aeroporto senza dirci una parola, guardandoci solo negli occhi con il biglietto in mano, e lì decidiamo se partire o no”. Quando riapro gli occhi rimango comunque da solo, in mezzo a tutta la gente che sto conoscendo e che ho conosciuto, e mi sembra di rivedere ogni volta quella scena di Scrubs dove J.D. sta fermo in mezzo a una stanza e tutti gli camminano attorno, lenti ma veloci, ognuno verso la sua direzione, e dandogli la sensazione che l’unico a non avere un posto dove andare, l’unico senza scopo, sia solo lui.
Se non è vero che fa freddo, allora perché tremi? / Perturbazione – Giugno, Dov’Eri?
Giugno 19, 2008
Qualcuno mi sa spiegare il motivo per il quale le forbici taglino solo se impugnate e utilizzate dalla mano dominante?
Stasera ho passato dei momenti tranquilli, non mi posso lamentare troppo. Ieri ero molto più allegro, ma solo perché parecchio fuori; dentro ero come al solito.
Sono andato all’incontro-appendice del corso di scrittura, dove un certo Andrea Pellizzari ha presentato il suo libro “Chat ti amo”, parlandoci di come è arrivato a partorire una cosa del genere, di quel che ha fatto per realizzarlo e promuoverlo e di quanto si senta entusiasta della cosa. Dal momento in cui se n’è andato abbiamo spalato tonnellate e tonnellate di merda su di lui e sul libro, che (secondo il nostro parere) è un cumulo di stronzate e ovvietà scritte malissimo e assolutamente lontane da quello che una persona che voglia leggere testi d’intrattenimento possa cercare. Ha ripetuto diverse volte come partendo da zero sia riuscito a farsi pubblicare da Comix-Mondadori, a vendere 4000 copie in 3 mesi e ad andare su Sky da Maurizio Costanzo ( al «Ma ragazzi, non vi ha colpito il fatto che uno che era un nessuno sia stato chiamato da M. C. per promuovere il suo libro?» sono dovuto uscire dall’aula per evitare di dire quel che pensavo, perché dopotutto sono un signore).
E’ ovvio a tutto il creato che l’editore abbia puntato tutto sul fatto che questo sia omonimo dell’altro Pellizzari, e che le 4000 copie siano state quasi tutte vendute a Natale per fare un regalino “simpatico” («E’ un libro comico (…), l’ha scritto quello delle Iene, sarà carino!»). Invece no, è abominevole. Dà consigli su come approcciare con successo nei siti di incontri stile Cupido, racconta le esperienze vissute con una ventina di ragazze conosciute in chat, e verso la fine presenta una lista di nick talmente lunghi e quasi tutti in rima, facendo sospettare che se li sia inventati (avete mai trovato il giro nelle chat room un BRIZZOLATO MA ARRAPATO o una DEA CLITORIDEA???), che a leggerli ricordano quei nomi immaginari tipo ‘Chin Chan Pai: agile ostacolista cinese’ o ‘Olanka Sbilenka: grande ballerina russa’. Ah, dimenticavo, come quei nomi immaginari, non ce n’è uno che faccia ridere. Meno male che ho dei gusti almeno decenti in quanto a letture e che questo tipo di libri i miei occhi non li vedono nemmeno. Pure zozzerie: che Dio che ne scampi e liberi.
Evvabbeh, in ogni caso parte di quelli che hanno seguito i due corsi sono andati a mangiare una pizza. Serata abbastanza piacevole dunque. Scoccata la mezzanotte, mentre passeggiavo lungo la banchina del passante in Porta Garibaldi, mi è salita un angoscia con allegato battito accelerato senza giustificato motivo. Ho chiamato un’amica che ha tirato su e messo giù dopo un secondo, bruciando gli ultimi 16 centesimi che avevo nel telefono e dandomi la sensazione di essere ancora più abbandonato a me stesso e alla mia ansia. Salito sul treno ho preso in mano quel capolavoro di libro che sto leggendo in questo periodo (e fatevi lo sbattone di andare a vedervi la mia libreria su anobii per sapere qual è) mentre il lettore mp3 sparava musica casuale nelle orecchie, e quando ho raggiunto la macchina parcheggiata in stazione una splendida canzone mi ha accompagnato verso casa. Credo che sia così bella che tutti dovrebbero ascoltarla. Anche tu. Credo ti piacerebbe, o comunque ti sarebbe piaciuta, per come ti conoscevo. Magari non l’avresti digerita subito, l’avresti trovata un po’ lagnosa, ma prima o poi ti avrei sorpreso ad ascoltarla e ad ammettere che.
E’ in full repeat ormai da più di due ore, e va perfettamente a braccetto con la marcia funebre che pigramente sta slumacando in qualche parte del dentro di me.
Ti dimentico
cuore a metà
Perso in calcoli
che non conterò
Giugno, dov’eri
scomparso?
Steso immobile,
voglia di te
Dei tuoi brividi
mi solletico l’anima
Giugno, tramonto,
rondini, amore
Vento tiepido
soffiami via
Sono i sogni miei
queste rondini
Giugno, ti prego,
portale l’anima mia.
della serenità buttata in un cesso / Useless ID – Dying Love
Giugno 16, 2008
Direi che basta così. Mi sento un cretino a star qui e a star male dietro a una persona alla quale non frega più palesemente un cazzo di me, a impantanare la mia vita in un presente completamente incerto nella vaga speranza che lei possa credere in qualcosa che potrei credere anche io, sull’onda delle illusioni date da chiamate e messaggi stile “Ti ho chiesto di vederci perché mi sembrava di capire che fosse una cosa che volevi” o “Volevo che ci vedessimo per capire se e cosa provo”.
Direi che tu sei proprio avanti, e che non c’è una cellula del tuo corpo che voglia far tornare indietro il mondo. Ed è ASSOLUTAMENTE il caso che convinca tutte le mie a fare la stessa cosa, perché mi sento proprio uno straccio per lavare i pavimenti, sporco e a terra, e che senza un colpo di spazzolone non si sposta di un centimetro, e non è così che mi va di essere.
C’è da rendersi conto che una storia è finita, ed è davvero finita. Me lo stai facendo capire indirettamente in tanti piccoli modi. E’ ora di cambiare la frase sulla lavagnetta, da And I, I won’t lie, I won’t sin, maybe I don’t wanna go, can’t you wait? Maybe I don’t wanna go a Let’s forget this all, move on, let her go (che sì, quest’ultima è un mischione di due canzoni, ma francamente). E farlo sul serio, impegnare ogni pezzo del mio corpo, e mettere da parte, in uno scatolone ben chiuso, tutto quello che avanza.
Per questo la canzone di oggi sarà solo ed esclusivamente questa, che calza a pennello come mai è successo le altre volte in cui la ascoltavo.
Nothing’s gonna break me down
I’ll find a way to bury you within the past
You don’t want to see me drown
My eyes are burning, every tear a memory
Your perfume in my skin
Takes a few weeks to wash it off
Been so hard
Cutting you out of my veins
Dying love is all we have
There’s no control and no regrets
I gave it all
I gave it up for a reason
There’s nothing left for me to do
I’m losing it waiting here for you
Nothing’s gonna break me down
The twisted life you’ve given me, a bloody scene
This nightmare is leaving now
Recover from this mental health where I’ve been
Paint me black, I’ll see white
I won’t be calling you tonight
Feel my pulse
Steal it and leave me behind
I just can’t take it
Dying love is all we have
There’s no control and no regrets
I gave it all
I gave it up for a reason
There’s nothing left for me to do
I’m losing it waiting here for you
I’m waiting…
We say, we say, we’re overdue
We say, we say, we’re overdue
We say, we say, we’re overdue (Nothing’s gonna break me down)
We say, we say, we’re overdue (Nothing’s gonna break me down)
We say, we say, we’re overdue
We say, we say, we’re overdue
We say, we say, we’re overdue
Now I can say I’m over you.




